CENTRO STUDI ARITMIE

Le aritmie: conoscerle per curarle

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Posts Tagged ‘pacemaker’

UN PACEMAKER DURATO POCO…

Posted by centro studi aritmie su 17/11/2013

DOMANDA DA: Francesca

Egregio dottore,
le scrivo per avere un parere su un problema che mi sta a cuore e mi preoccupa. A mia madre (anni 77), per una grave aritmia, è stato impiantato nel febbraio 2005 un pacemaker modello MEDICO MA8B304. A maggio del 2011 l’apparecchio è stato sostituito con un modello MEDTRONIC RELIA NWX609435S, perchè il generatore era in esaurimento e i medici dell’ospedale dove mia madre veniva controllata, in una regione diversa da quella del primo impianto, riscontravano difficoltà perché dispongono di apparecchiature idonee per il secondo modello. Durante l’ultima visita, a scansione annuale, a maggio del 2013, i medici hanno consigliato a mia madre una visita dopo sei mesi, quindi a novembre, perché il generatore è già in esaurimento, dato che il cuore non ha più ritmo spontaneo.
Le chiedo se sia normale un esaurimento del generatore così anticipato. Mia madre si è molto preoccupata perché il suo medico di base le ha detto che ritiene strana questa situazione! La ringrazio e attendo la sua risposta.

RISPOSTA:

Non posso darle una risposta precisa, perché la durata di un pacemaker è influenzata da molti fattori che nel suo caso non mi sono noti. Anch’io posso solo dirle che 2 anni e mezzo di durata è un po’ poco, ma in certi casi può anche succedere. Credo che sia suo diritto avere spiegazioni da chi glielo ha impiantato (e il medico a sua volta può chiedere spiegazioni alla ditta costruttrice).

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PACEMAKER, FIBRILLAZIONE ATRIALE E PAUSE

Posted by centro studi aritmie su 14/10/2013

DOMANDA DA: Nicola – Napoli

Salve Dottore ho mia mamma che soffre di fibrillazione atriale cronica e brachicardia.Da l’ ultimo Holter risulta che in 24 ore ha avuto 85 pause superiori a 2 sec. con la massima pausa di 2.7 secondi; le pause sono sia diurne che notturne. Svolge una terapia di autobloccanti e cumadin ma adesso le hanno consigliato l’installazione diun pacemaker.Inoltre a volte soffre di pressione bassa eha le piastrine basse perchè soffre di HCV. Che mi consigliate.

RISPOSTA:

Se le hanno consigliato un pacemaker perché non vuole metterlo? Non può che migliorare le condizioni cliniche e impedirle mali peggiori.

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FIDARSI DEL PACE-MAKER?

Posted by centro studi aritmie su 14/10/2013

DOMANDA DA: Maria – Palermo

Salve mio padre di 58 anni (cardiopatico dal 2011 con impianto di stent su una vena non principale, familiarità per cardiopatie fratello e sorella morti per arresto cardio-circolatorio) ad Agosto ha avuto una sincope, e dopo un massaggio carotideo stava andando in arresto cardiaco gli hanno impiantato un pacemaker per una bradicardia , ma io ho sempre paura che al momento del bisogno questo apparecchio non posso funzionare e che mio padre possa stare male o peggio….rispondete vi prego sto sempre in ansia per questo motivo…grazie in anticipo

RISPOSTA:

Non conoscendo tutti i dettagli della storia clinica di suo padre, non posso darle molti chiarimenti. L’unica cosa di cui tutti i cardiologi sono assolutamente certi è che un pacemaker non smette mai di funzionare; naturalmente dovrà effettuare i periodici controlli. Si tranquillizzi anche lei.

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CARDIOMIOPATIA IPERTROFICA OSTRUTTIVA: PACE-MAKER?

Posted by centro studi aritmie su 06/07/2013

DOMANDA DA: Annalisa

papà anni 92 affetto da CARDIOMIOPATIA IPERTROFICA OSTRUTTIVA . recente HOLTER CARDIACO : alcune salve di TACHICARDIA PAROSSISTICA SOPRAVENTRICOLARE la più lunga di 15 battiti, la più veloce a fc 146 bpm , frequenti battiti ectopici SV
con disturbo asp. di conduzione realizzanti alcune coppie e alcuni tratti di bi-trigeminismo. Alcuni battiti ectopici ventricolari isolati monomorfi. FREQUENTI episodi diurni e notturni di BLOCCO A-V di II grado tipo MOBITZ II , realizzanti RR massimo notturno di 2 sec. , asintomatico . Necessita di impianto di Pacemaker ? grazie

RISPOSTA:

Se la diagnosi di cardiomiopatia ipertrofica “ostruttiva” è corretta (bisognerebbe esaminare con molta cura tutto il caso clinicamente), suo padre non può che trarre giovamento dall’impianto di un pacemaker. Mi stupisco che non abbiano insistito su questa condotta terapeutica, per la quale il paziente ha tutto da guadagnare e poco da perdere, anche perchè senza pacemaker non sarebbe possibile somministrare un beta-bloccante, che è di vitale importanza per la cardiomiopatia ipertrofica ostruttiva.

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UN BLOCCO ATRIOVENTRICOLARE CONGENITO

Posted by centro studi aritmie su 11/06/2013

DOMANDA DA: Fabiana

Buongiorno, sono la mamma di un ragazzo di 16 anni nato con un blocco atrioventricolare completo. All’età di 3 mesi gli è stato impiantato un pace maker addominale. All’età di 6 anni ha fatto la prima sostituzione della pila e a 12 anni la seconda sostituzione. Nel settembre 2011 ad un controllo è stato rilevato che il pace maker non era funzionante, da una radiografia è emersa la rottura di un catetere. I medici hanno deciso di tenerlo sotto controllo con monitoraggio ogni tre mesi in attesa di sviluppo fisico per poter poi fare l’impianto definitivo di pace maker. Ad oggi mio figlio è asintomatico ma la sua frequenza media è di 35/36 battiti al minuto, vorrei un vostro parere su questa situazione.
In previsione del nuovo impianto quali sono i pace maker di ultima generazione anti interferenze e sono disponibili negli ospedali italiani? Tutto questo considerando l’età di mio figlio vorrei che avesse il meglio per avere una vita il più possibile uguale ai suoi coetanei.
Grazie

RISPOSTA:

Come ben saprà, il problema principale nel blocco AV totale congenito non sta nel tipo di apparecchio utilizzato, ma nella lunghezza dei cateteri, che non possono ovviamente allungarsi in concomitanza della crescita del bambino (lo possono fare solo entro certi limiti, con opportuni accorgimenti). Questo è il motivo per cui i cardiologi che l’hanno in cura, avendo visto che la sua frequenza spontanea è sufficiente per una vita normale, hanno saggiamente preferito posticipare il più a lungo possibile l’impianto di un nuovo apparecchio (ma soprattutto di nuovi cateteri) in attesa che si completi lo sviluppo corporeo. L’ospedale della sua città ha un’ottima competenza sul problema e non dubiti che utilizzerà certamente le apparecchiature più moderne e più sicure.

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PACEMAKER E BLOCCO AV II GRADO TIPO 2

Posted by centro studi aritmie su 22/05/2013

DOMANDA DA: Anna

Buongiorno da un Holter 24 ore fatto a mia madre 84 enne è risultato: ritmo sinusale a FC di 74 b/m. 1 pausa superiore a 2 secondi da BAV II grado Tipo Mobitz 2. Battiti Ectopici ventricolari 878 isolati. Battiti ectopici sopraventricolari 112 con 3 brevi RUN SV.
Il cardiologo ha consigliato visita aritmologica per eventuale Pace Maker. Sono preoccupata essendo anche molto ansiose entrambe. Grazie.

RISPOSTA:

Segua il consiglio e vada da un aritmologo: la mamma potrebbe effettivamente avere bisogno di un pacemaker, ma non si preoccupi per questo: il pacemaker, quando è necessario, comporta sempre dei vantaggi per il paziente, perchè il cuore ritorna a battere con regolarità e alla frequenza giusta per la sua età.

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PERCHÉ UNA TERAPIA BETA-BLOCCANTE IN UN PORTATORE DI PACEMAKER?

Posted by centro studi aritmie su 08/04/2013

DOMANDA DA: Gaetano

mi hanno applicato un pacemeker bicamerale bav di 3 grado nel dicembre anno 2010.
Mi hanno fatto un test da sforzo in data 27/03/2013 ed hanno riscontrato i battiti accellerati e mi hanno dato da prendere il mattino alle ore 08,00 una pillola di cardicor da 1,25 mg.
Io prendo per la pressione essndo iperteso il mattino alle ore 08,00 una pillola di triatec htc 5+25mg ed alle ore 19,00 una pillola di triatec da 5 mg.
Inoltre per lo stomaco al mattino alle ore 07,00 una pillola di peptazol da 20 mg.
Dopo questa premessa Vi chiede:
il cardicor dato dal cardialogo e’ una terapia buona oppure no?
Avendo il pacemeker e’ una cosa buona o no?
Per quanto tempo posso prendere il cardicor?
Grazie

RISPOSTA:

Se un cardiologo le ha dato il Cardicor è perchè, come dice lei stesso, ha visto i battiti molto alti durante lo sforzo; in un portatore di pacemaker per blocco AV totale una frequenza alta comporta tra l’altro un numero elevato di battiti stimolati e quindi un consumo maggiore di corrente; in questi casi si tende a somministrare un farmaco betabloccante proprio per far durare più a lungo la batteria del pacemaker. Segua i suoi consigli e stia tranquillo.

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DOLORE E FEBBRE DOPO IMPIANTO PACEMAKER

Posted by centro studi aritmie su 24/02/2013

DOMANDA DA: Nadia

buongiorno!mi chiamo Nadia,ho 43 anni.il 24/09/12 mi e’ stato impiantato un PM bicamerale medtronic dopo un’ablazione cardiaca.gia’ da subito mi sono accorta che muovendo il braccio sx verso dx sentivo l’ingombro del PM,mi è stato detto che con il tempo non sentirò piu’ nulla,ma sono ormai passati 5 mesi e non e’ cambiato niente,anzi è da una decina di giorni che oltre al fastidio dell’ingombro,a volte in alcuni movimenti mi fa male il muscolo della spalla,un pò come se avessi sollevato con il braccio un peso per tanto tempo e il muscolo inizia ad essere stanco e far male,inoltre da circa un mesetto ho una febbriciattola che in realtà non è febbre perchè non raggiunge i 37 ma è sempre attorno ai 36.50 36.95.(magari non centra nulla con il discorso PM.)in attesa di una sua risposta,ringrazio anticipatamente.Nadia

RISPOSTA:

Le posso solo rispondere che “di solito” i pacemaker non danno né fastidio in sede di impianto o dolore al braccio, né febbriciattola. Purtroppo non può che chiedere un parere a chi ha effettuato l’impianto; da lontano non si può dire niente.

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CONTROLLO DI UN PACEMAKER

Posted by centro studi aritmie su 17/02/2013

DOMANDA DA : Leon

mio padre dopo bem 2 infarti, sei mesi fà ha fatto un’operazione (perfettamente riuscita) per inserire sottopella un pesmecher con defribrillatore.
A distanza di 6 mesi è previsto un controllo di routine per prelevare dati e eventualmente calbrare l’apparecchio.
Io mi trovo momentaneamente all’estero per studi e volevo chiederLe:
– in che consiste questo controllo?
– il controllo è una operazione pericolosa?
– i dati del pesmecher sono prelevati tramite un sistema esterno
(ad esempio appogiando una apparecchiatura sul pesmecher sulla pelle)
o si deve effettuare una vera e propria operazione con asportazione
del pesmecher, controllo e rinserimento dello stesso?
La ringrazio già da ora per la Sua risposta.

RISPOSTA:

Il controllo si effettua mediante un computer ed una testina che si appoggia sulla cute al di sopra del pace-maker
Saluti. Dr. G. Gallone

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SVENIMENTI, TILT TEST, BETA-BLOCCANTI O PACEMAKER?

Posted by centro studi aritmie su 19/11/2012

DOMANDA DA: Elena

Buongiorno, ho 42 anni e a seguito di alcuni svenimenti avvenuti nel 2010/2011 e di continui giramenti di testa e sensazioni di svenimento all’inizio del
mese di ottobre ho effettuato il tilt test di cui vi riporto esito:”Dopo somministrazione di trinitrina spray s.l. comparsa di ipotensione e bradicardia con
successiva asistolia di 40 sec. Ripresa dello stato di coscienza in posizione clinostatica Test positivo per sincope neuromediata con prevalente
componente cardionibitoria” e holter cardiaco 24h con esito:”ritmo sinusale normocondotto non aritmie ne eventi ischemici”. Il medico che ha eseguito
il tilt test mi ha prescritto un beta-bloccante e prospettato la possibilità dell’impianto di un pacemaker. Il farmaco l’ho assunto 3 giorni e poi sospeso per
peggioramento dei sintomi con comparsa di nausea. Il mio cardiologo di fiducia dice di stare tranquilla e che non ci sono i reali presupposti per il
pacemaker. Quindi rimango con i miei sintomi e una gran confusione; per questo gradirei un Vs. parere in merito. Grazie

RISPOSTA:

La sua situazione clinica è difficile da giudicare in assenza di riscontri diretti. Solitamente il beta-bloccante è la prima terapia che viene somministrata in casi simili al suo, ma la decisione se impiantare o no un pacemaker va presa solo dopo accurato studio di ogni singolo caso. Non si può giudicare da lontano.

Posted in beta-bloccante, Pacemaker, Sincope, Sincope vasovagale, tilt test | Contrassegnato da tag: , , , | Commenti disabilitati

 
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