CENTRO STUDI ARITMIE

Le aritmie: conoscerle per curarle

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Archive for the ‘Tachicardia parossistica sopraventricolare’ Category

TACHICARDIA PAROSSISTICA SOPRAVENTRICOLARE IN PALLAVOLISTA

Posted by centro studi aritmie su 08/04/2013

DOMANDA DA: Cristina

mia figlia 17 anni atelta pallavolista , quindi sempre controllata con ecg sotto sforzo tutti gli anni, ha avuto un attacco di tachicardia sopraventricolare cosi’ lo hanno definito al ps durato circa 20 min con 210 bpm , questo e’ avvenuto all’inizio del riscaldamento di una partita senza aver fatto alcun sforzo fisico . Le hanno fatto esami del sangue tutto regolare , e la tachicardia e’ scomparsa da sola senza alcun intervento del ps .Mi e’ stata prenotata in pronto soccorso una visita da un aritmologo.
Vorrei sapere se nel frattempo e’ sconsigliata l’attivita’.
Vorrei aggiungere che la ragazza e’uscita nel mese scorso da un periodo di amenorrea di 8 mesi(lo sconvolgimento ormonale puo’ aver causato la tachicardia?)
la ringrazio per la sua risposta.

RISPOSTA:

Come le avranno certamente detto in PS, la tachicardia parossistica sopraventricolare è molto frequente nei giovani e riconosce una miriade di fattori scatenanti. Solitamente tende nel tempo a ripresentarsi, ma in modo quasi sempre imprevedibile e bizzarro. Non è considerata una aritmia pericolosa, ma solo molto fastidiosa, perchè quasi sempre impedisce lo svolgimento delle normali attività. In molti casi non viene rilasciato il certificato di idoneità sportiva, per cui dovrà farsi vedere da un medico sportivo che probabilmente richiederà un parere di un aritmologo.

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DISTURBI POST ABLAZIONE: SONO NORMALI?

Posted by centro studi aritmie su 18/03/2013

DOMANDA DA: Siba

Salve, la mia è una storia durata 12 anni e che spero al momento di aver finalmente archiviato sottoponendomi ad ablazione transcateterale alla fine di Febbraio. Il disturbo era tachicardia PSV da rientro slow-fast curata fino a quel momento solo con betabloccanti (Inderal e poi Cardicor). Dopo l’intervento ho avuto, sia il giorno dopo che dopo altri 4 giorni, due episodi di tachicardia (di 1h o poco più non documentati e rientrati spontaneamente). Sono stati classificati come possibili effetti di wash out dai medicinali. La mia domanda è precisamente una: quanto impiega un cuore che ha avuto una procedura di ablazione a riprendersi completamente dal punto di vista fisico? Mi spiego meglio, dopo l’intervento si hanno ancora spesso battiti accelerati, extrasistole a riposo o immediatamente dopo piccoli sforzi oppure addirittura tachicardie come nel mio caso. Non essendo medico ho pensato che forse tutto ciò avvenisse perchè dovevano cicatrizzarsi dei tessuti del cuore. E’ cosi? Con oggi sono passati 12 giorni dall’ablazione e di riposo, avverto ancora i sintomi descritti (senza altre tachic. dalle quali sono super spaventata) posso ripartire con i ritmi che avevo senza affaticare o peggiorare il cuore?
Spero possiate spiegarmi e vi ringrazio infinitamente in anticipo.
Cordiali saluti.

RISPOSTA|

Dopo una ablazione è possibile sentire ancora delle accelerazioni della frequenza cardiaca, che possono richiedere l’impiego di farmaci ancora per qualche tempo; ma di più non posso dirle perchè non conosco il caso nei suoi dettagli.

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TACHICARDIA PAROSSISTICA SOPRAVENTRICOLARE IN GIOVANE ATLETA

Posted by centro studi aritmie su 03/02/2013

DOMANDA DA: Federica

Buongiono ho una bimba di 10 anni e 4 mesi fa gli è stata diagnosticata una tacchicardia parossistica . Sta prendendo Flecainide compresse 1 al giorno (metà matt. e metà sera) Ultimo controllo fatto scorsa settimana tutto ok. Premetto che il cuore di mia figlia è sanissimo. Ieri sera (allenamento di pallovalo) nuovo attacco molto leggero ma è risucesso. Lei che fortunamente gestisce bene questo problema non ha voluto andare al pronto soccorso, cosa che invece mi avevano consigliato in ospedale. Ora mi chiedo lo sport può influire negativamente, potrà continuare a giocare a pallavolo; dovremmo proprio a giorni fare la visita sportiva pensa che non mi rilasceranno l’idoneità per lei sarebbe un duro colpo.

RISPOSTA:

La tachicardia parossistica sopraventricolare (se di questo si tratta) è un’aritmia tipica dei giovani (e molto giovani) che si manifesta in modi molto diversi da soggetto a soggetto: diversa è la frequenza cardiaca, diversa è la modalità di insorgenza, diversi sono i sintomi, diversa è la durata e il numero di accessi; può anche presentarsi frequentemente in certi periodi della vita e magari non presentarsi più per lunghi periodi. Di fatto nella gran parte dei casi i medici sportivi non rilasciano il certificato di idoneità, proprio per la imprevedibilità del comportamento durante sforzo fisico intenso. In questi casi una soluzione radicale e definitiva può essere l’ablazione, che tuttavia solo pochi Centri praticano in età pediatrica.

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UNA PROBABILE TACHICARDIA PAROSSISTICA

Posted by centro studi aritmie su 03/02/2013

DOMANDA DA: Silvia

Salve sono una ragazza di 19 anni e da circa 3 anni si presentano saltuariamente episodi di tachicardia. Ho episodi di durata variabile da un tempo minimo di un minito fino a un massimo di un quarto d’ora. I sintomi in ordine di presentazione: nodo in gola, peso al petto, extrasistole, vertigini, senso di svenimento, appannamento della vista e inizio della tachicardia. La risolvo con le manovre del Valsalva. In seguito per tutto il giorno ho senso di pesantezza al cuore con lieve dolore. Ho fatto esami quali egc e ecografia del cuore e anche holter senza riuscire a documentare l’episodio di tachicardia. Vorrei sapere si può classificare come tachicardia parossistica? I medici mi hanno consigliato di fare un ablazione ma per l’età giovane della sottoscritta ho un pò paura e temo che il problema possa riprensentarsi a intervento eseguito. Un’altra curiosità che vorrei mi fosse chiarita è che la tachicardia mi si presenta sempre in momenti di estrema quite sempre quando sono in posizione seduta. Non mi è mai capitato mentre faccio sport o sono in piedi. Come mai? e vorrei sapere seesiste un modo per alleviarla facendo esercizi di respirazione o che cosa.. Grazie distinti saluti.

RISPOSTA:

I suoi sintomi sono con ogni probabilità dovuti ad una tachicardia parossistica, ma la diagnosi di certezza si può solo fare con un elettrocardiogramma. Poichè gli episodi sono infrequenti e di breve durata la cosa è molto difficile (bisognerebbe ripetere spesso un Holter ed avere la “fortuna” di un accesso in quelle 24 ore). Alcuni Centri dispongono anche di sofisticati piccoli registratori che rimangono spenti e che vengono tenuti sempre vicini o nella borsetta o sul comodino; in caso di tachicardia basta accenderli e appoggiarli sul torace (in alcuni si schiacciano con le dita due bottoni) per registrare l’evento e poi poterlo successivamente registrare su carta. Al momento non parlerei di ablazione perchè non sappiamo di che cosa si tratta.

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RECIDIVA DOPO ABLAZIONE: CHE FARE?

Posted by centro studi aritmie su 03/02/2013

DOMANDA DA: Stefano

Salve… sono un ragazzo di 28 anni residente ad ascoli piceno… Avevo bisogno. di alcune informazioni per praticare il mio sport (calcio) in maniera sicura e serena.Gioco in 1a categoria. 4 anni fa ho avuto vari attacchi di tachicardia sopraventricolare mentre facevo allenamento e alcune volte anche durante le partite… poi ho deciso di fare l ablazione all’ospedale XXX. per tre anni sono stato bene ho passato tutte le visite della medicina dello sport. non hanno mai riscontrato problemi.. ora dopo quasi 4 anni ho di nuovo tachiacardia durante l attività sportiva. mi hanno di nuovo prenotato la seconda ablazione. non sono molto convinto di fare il secondo intervento … volevo sapere se si possono creare problemi dopo la seconda ablazione e se è il caso di continuare a giocare a calcio..

RISPOSTA:

Non posso essere preciso perchè non so che tipo di ablazione le abbiano fatto. Le recidive di tachicardia sono possibili dopo un’ablazione; bisognerebbe ovviamente avere la documentazione elettrocardiografica che la tachicardia sia la stessa di prima (mi colpisce infatti che la recidiva sia capitata dopo 4 anni, di solito viene prima). Se fosse così, deve decidere lei, e non il cardiologo, se effettuare una seconda ablazione, mettendo sulla bilancia il disagio della procedura da un lato e dall’altro i vantaggi di non avere più problemi per il resto della sua vita (come credo le abbiano detto all’Ospedale cui si è rivolto).

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TACHICARDIA PAROSSISTICA SOPRAVENTRICOLARE E RISCHI

Posted by centro studi aritmie su 11/12/2012

DOMANDA DA: Lorena

soffro di tachicardia parossistica sopraventricolare e la mia ansia è sapere se durante un episodio di tachicardia può esistere un “arresto cardiaco ” !! In attesa di una sua risposta Le porgo i miei saluti ringraziandola in anticipo .Salve

RISPOSTA:

Come le avranno già detto tanti altri medici prima di me, durante una crisi di tachicardia parossistica non può avvenire un arresto cardiaco, se non in casi assolutamente eccezionali, per una concomitante malattia del cuore o delle sue arterie (ma in questi casi può succedere anche a chi non abbia le tachicardie).

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TACHICARDIA PAROSSISTICA SOPRAVENTRICOLARE E PATOLOGIA GASTRICA

Posted by centro studi aritmie su 03/12/2012

DOMANDA DA: Paolo

Quest’estate la mia compagna ha avuto due episodi di TPSV entrambi dopo essersi immersa in mare freddo in Croazia (non a stomaco pieno) , battiti tra 160 e 200 bpm la prima volta regrediti con Isoptin la seconda con manovra di Valsava entrambi in PS. Ritornati in Italia visita cardiologica ed ecografia hanno escluso patologie cardiache. Dopo circa due mesi un terzo episodio di TPSV si è presentato la sera tardi rientrando a casa , anche in questo caso dopo la corsa in PS l’episodio è stato bloccato con Valsava. La mia compagna soffre di reflusso gastro esofageo , sindrome colon irritabile e gastrite. Può esserci correlazione tra queste patologie gastriche e i tre episodi di TPSV ? Attualmente la cura delle suddette è gestita con omeoprazolo, valpinax e gaviscon. Vorremmo evitare l’ablazione in prima battuta e ci servirebbe capire se una migliore gestione del quadro gastrico possa aiutare ed evitare ulteriori TPSV. Grazie mille. Saluti

RISPOSTA:

Come già detto in casi analoghi, esiste una flebile correlazione tra disturbi gastrici e tachicardie parossistiche, nel senso che tali disturbi possone essere in certi casi uno dei tanti fattori “favorenti”, ma non certo l’unico. La tachicardia parossistica ha un comportamento quanto mai variabile e imprevedibile (nel senso che si possono presentare due o tre episodi in un giorno e poi magari nessuno per sei mesi). Proprio per questa imprevedibilità, che intralcia la propria vita quotidiana, le consiglio di affidarsi ad un bravo aritmologo e valutare la eventuale opportunità di assumere un farmaco o se procedere subito ad una ablazione.

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TACHICARDIA SOPRAVENTRICOLARE IN GIOVANE SPORTIVA

Posted by centro studi aritmie su 03/12/2012

DOMANDA DA: Carmen

Buon giorno.
Sono un’allenatrice di gruppi giovanili di pallavoliste e, al termine di un allenamento di 3 gg fa, una delle mie atlete (13 anni e menarca da 5 mesi) ha avvertito un’aritmia che è stata diagnosticata in ospedale come tachicardia sopraventricolare. Tutti gli accertamenti eseguiti non hanno rilevato malformazioni, danni o disfunzioni del cuore una volta che la frquenza cardiaca si è normalizzata. Mi chiedo quindi se la mia allieva potrà in futuro continuare l’attività sportiva agonistica e se sì con quali cautele, o se comunque sarà possibile un’attività riabilitativa e in quali tempi, per consentirle di recuperare quantomeno uno stile di vita non invalidato e adeguato alle esigenze della sua età. Ringrazio per l’attenzione e aspetto con ansia indicazioni e chiarimenti. Saluti

RISPOSTA:

Bisognerebbe vedere la documentazione per un giudizio più preciso. Se le hanno detto trattarsi di una tachicardia sopraventricolare, sappia che è un evento non raro nei giovani, e quindi anche in quelli che praticano attività sportiva. Un primo episodio generalmente non dice se e quando ce ne saranno altri. Purtroppo la tachicardia parossistica preclude solitamente un’attività agonistica, per la quale è richiesto un certificato di idoneità. Per questo motivo molti giovani si sottopongono ad una ablazione e poi proseguono l’attività agonistica. Nel caso della sua allieva che ha solo 13 anni, aspetterei per vedere come si comporta la tachicardia sul piano clinico e ne parlerei più avanti con un bravo aritmologo.

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TACHICARDIA PAROSSISTICA SOPRAVENTRICOLARE: ABLAZIONE?

Posted by centro studi aritmie su 19/11/2012

DOMANDA DA : Elena M.

salve. ho 44 anni è da vent’anni che soffro di tachicardia mi è venuta dopo cqualche anno che ho partorito. ( coincidenza??))) prima avevo tanti episodi ma che si risolvevano da sola mi sdraiavo e mi passava, mi hanno dato dei beta bloccanti x anni mi veniva lo stesso , ho fatto sudio elettrofisiologico e ho tachicardia parossistica sopraventricolare. negli hanni episodi meno frequenti ma intensi senza passare e devo andare all’ospdale è già due volta che mi fanno ladenosina. la feq. è sui 180 il mio cardiologo mi ha cambiato cura e mi ha dato un antiartmino . episodi meno frequenti ma intensi. nn passano da soli. episodi in un anno (4-5-) ho paura x il mio cuore ho il battito sempre alto e sono molto ansiosa troppo. cosa succederà quando invecchierò.???moriro giovane…??? ho sempre paura di correre e fare sport. con la paura che mi viene un attacco . nn ho mai fatto un ecg da sforzo .cosa mi consiglia ? qualè il centro migliore in italia??? lìablazione è pericolosa??? aspetto sua cortese risp. ( vorrei fare tutti gli accertamenti .sono anni che nn faccio piu niente. grazie

RISPOSTA:

Se la tachicardia parossistica sopraventricolare dà tutti i problemi che lei riporta si può procedere direttamente alla terapia ablativa (solitamente nella stessa seduta in cui si effettua lo studio elettrofisiologico) o, per preferenza del paziente, si può inizialmente somministrare uno o più farmaci antiaritmici, allo scopo di sopprimere le aritmie o comunque di assicurare una condizione di vita soddisfacente (ossia episodi meno numerosi, di durata minore e meglio sopportati). Se poi la terapia farmacologica non raggiungesse lo scopo, si può procedere all’ablazione in un secondo momento, con la soluzione definitiva di tutti i problemi. Da quello che lei racconta non mi sembra che la sua storia in tutti questi anni sia stata come quella che le ho prospettato. Ne tragga le sue conclusioni.

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PALPITAZIONI: PUO’ TRATTARSI DI TACHICARDIA PAROSSISTICA SOPRAVENTRICOLARE?

Posted by centro studi aritmie su 03/11/2012

DOMANDA DA: Mario

salve,sono un tipo un pò ansioso,ho 30 anni.ho avuto episodi di forte tachicardia che si ripeteva più volte nell’arco di due ore. Il primo dopo un episodio di forte stress emotivo, il secondo dopo aver giocato a calcio alle tre di pomeriggio subito dopo un pranzo abbondante. In pronto soccorso m hanno detto che si può trattare di tachicardia parossistica? cosa mi consiglia? Ci può essere connessione tra cattiva alimentazione e tachicardia?

RISPOSTA:

Bisognerebbe valutare con molta attenzione le caratteristiche del suo batticuore, facendole domande molto precise. Ma quand’anche si sospetti una tachicardia parossistica (termine molto generico che racchiude diversi tipi di tachicardia) mancherebbe sempre la cosa più importante, ossia l’elettrocardiogramma registrato durante una crisi; la cosa non è semplice nei casi in cui la tachicardia è di breve durata e quindi non si ha il tempo di recarsi in un pronto soccorso. Può cominciare ad eseguire uno o più ECG dinamici (holter) per 24 ore, nella speranza di documentare qualche accesso. Utile anche un test da sforzo, nel caso l’attività fisica sia un elemento scatenante; altrimenti solo tanta pazienza ed attendere un episodio più prolungato.

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